Lettera Aperta

L’elezione di Renzi rappresenta un momento propizio ma il lavoro di rilancio e rinnovamento del Partito Democratico rimane difficile. Le polemiche di questi ultimi giorni confermano le difficoltà di dialogo e l’incapacità di uscire da logiche retoriche, di schieramento e di opportunismo politico. Renzi ha chiaramente detto durante la campagna elettorale per le primarie che se avesse vinto, dal giorno dopo non ci sarebbe stata la corrente renziana. Dalle dichiarazioni sulla stampa dei “renziani siracusani della prima ora” emerge altro. Comprendo l’orgoglio di coloro che hanno colto subito le capacità di Renzi nel rappresentare un elemento determinante di rinnovamento del Partito Democratico, ma ciò non conferisce a nessuno il diritto di sentirsi padroni del partito, di rivendicare l’esclusività del successo di Renzi e di accusare chi non è renziano della prima ora di incoerenza ed addirittura di essere abusivo in parlamento inseguendo la demagogia grillina. Personalmente ho sostenuto Renzi alle primarie ed in tempi non sospetti ne ho sottoscritto la candidatura unitamente ad altri parlamentari ed ho contribuito al successo di Renzi. Molti di coloro che mi sostengono e partecipano alla mia attività politica hanno votato e sostenuto Renzi, ma credo che il merito del successo elettorale sia soprattutto di Renzi, al quale è riconosciuta la capacità di incarnare il bisogno di rinnovamento della classe politica. La richiesta di dimissioni della segretaria provinciale Castelluccio perché non sarebbe rappresentativa rispetto all’elettorato del Pd per come emerso dall’8 dicembre è disancorata da alcuni dati oggettivi. Se dovesse accogliersi questo ragionamento, si dovrebbero dimettere la maggioranza dei segretari provinciali eletti prima delle primarie nazionali che sono più vicini alle posizioni politiche di Cuperlo che a quelle di Renzi. In realtà il percorso congressuale disegnato dal Pd ha volutamente tenuto distinti i due momenti congressuali, quello provinciale e quello nazionale ed è stato espressamente previsto che i candidati alle segreterie provinciali non fossero collegati a liste nazionali. Le mie scelte di sostenere la Castelluccio per la segreteria provinciale e Renzi per la segreteria nazionale sono chiare e coerenti rispetto alla volontà del Partito di tenere separati i due momenti congressuali. Non c’è nessuna incoerenza tra il manifestare soddisfazione per l’ampia partecipazione dei cittadini alle primarie nazionali e chiedere il rispetto dello statuto del Partito Democratico che vieta l’iscrizione al partito di coloro che nelle competizioni elettorali degli ultimi due anni sono stati candidati in partiti, movimenti e liste civiche contrapposte a quelle del Partito Democratico. Rinnovamento del partito e della politica significa anche impedire i trasformismi. Non accetto lezioni di coerenza da chi ha sostenuto l’elezione alla presidenza del consiglio comunale di un consigliere che è stato eletto in una lista contrapposta a quelle che sostenevano la candidatura a Sindaco di Garozzo. Ritengo di avere le idee chiare oggi come allora, ovvero quando all’indomani delle primarie per la candidatura a Sindaco non ho esitato a sostenere la candidatura di Garozzo, quando altri importanti esponenti del partito chiedevano di non riconoscere il risultato delle primarie perché ritenevano che il risultato fosse inquinato dal voto degli elettori del centro destra. Allora, ho sostenuto la legittimità della vittoria di Garozzo ed oggi sostengo la legittimità della vittoria della Castelluccio. In democrazia i risultati elettorali vanno accettati e chi ritiene di avere subito torti deve utilizzare gli strumenti di garanzia previsti. Essere democratici significa, anche, accettare i risultati del voto sempre e comunque. Infine, vorrei concludere con un’ultima notazione sulle dichiarazioni rilasciate alla stampa negli ultimi giorni da esponenti del Pd che mi definiscono abusiva in parlamento e mi annoverano tra coloro che non vogliono apertura e rinnovamento. Definire abusivi i parlamentari eletti con il premio di maggioranza significa evidentemente non comprendere appieno il nostro sistema costituzionale. Vorrei ricordare che sono stata eletta dopo avere affrontato le primarie aperte a tutti gli iscritti ed elettori del Pd, quindi non sono stata nominata o designata da notabili di partito. Prima di entrare in parlamento esercitavo la professione di avvocato e non frequentavo segreterie di notabili politici. Politicamente rappresento il rinnovamento più di coloro che da oltre un decennio hanno ricoperto ruoli di partito o elettivi all’interno delle istituzioni. Renzi ha illustrato di volere un partito che guardi al merito delle persone piuttosto che all’appartenenza, all’inclusione piuttosto che alla divisione, al fare piuttosto che all’annunciare. Non mi pare che le dichiarazioni dei “renziani della prima ora” vadano nella direzione tracciata. Mi auguro che si chiudano presto queste polemiche che alimentano solo l’antipolitica e che si cominci a lavorare insieme per un PD unico ed operativo per il bene del nostro territorio.

(letto 743 volte)

Comments are closed.