No alle armi chimiche nel porto di Augusta

La questione delle armi chimiche proveniente dalla Siria e sequestrate dall’Opac, l’organizzazione per la proibizione di armi chimiche, è ancora di estrema attualità. La stampa, nei giorni scorsi, aveva nominato il porto di Augusta quale possibile attracco del cargo danese che sta trasportando le armi. Il mio interesse per la vicenda è stato immediato, ho infatti allertato i responsabili nazionali del PD, contattato il Governo e presentato una interrogazione al Ministro degli Esteri Bonino nella quale, alla luce del parere di esperti sulla pericolosità degli agenti chimici (gas Sarin, iprite e VX) chiedo con fermezza che, data la prossimità del porto di Augusta con il centro abitato della città e con il polo industriale venga definitivamente accantonata l’ipotesi di Augusta quale scalo per il cargo danese. Non capisco in base a quali dati, altri parlamentari regionali e nazionali, abbiano rilasciato dichiarazioni su questa vicenda ancora così nebulosa. Proprio per la grande importanza che riveste la vicenda, giovedì 16 gennaio, le Commissioni riunite Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato, procederanno alla audizione del direttore generale dell’Opac Ahmet Uzumcu per definire una volta per tutte, un porto adeguato allo smaltimento delle armi chimiche.

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