Sintesi di una legislatura

Sintesi di una legislatura

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Dal giorno della mia proclamazione nel 2013 sono stati 5 anni pieni, difficili ma anche forieri di piccole e grandi soddisfazioni. Ritengo che questa legislatura – pur con tutti i suoi limiti – è stata capace di ridare dignità al Paese, di rimettere in moto l’economia e di riaffermare il valore e l’importanza di alcuni diritti civili che in Italia non erano ancora garantiti. E’ iniziato un lungo, estenuante e difficile percorso di riforme e di leggi che l’opinione pubblica aspettava da troppo tempo. Si poteva fare meglio? Certamente, si deve sempre aspirare a migliorare, ma mediare tra posizioni opposte, trovare la sintesi tra centinaia se non migliaia di istanze diverse e tutte legittime è molto complicato. Non c’è argomento, non c’è posizione che non abbia concezioni diverse, esigenze diverse e spesso inconciliabili tra loro. Mi sono trovata spesso a cercare il giusto equilibrio tra la difesa delle mie idee e l’ascolto di quelle degli altri. Non ho mai rinunciato ai miei valori – che sono quelli della sinistra – e quando ho cercato il compromesso l’ho inteso non come mediazione al ribasso ma come aspirazione alla costruzione di soluzioni condivise.

Molte delle riforme devono avere bisogno di tempo per mostrare i propri effetti ed è altrettanto chiaro che alcuni risultati ottenuti come il Prodotto interno lordo che torna a crescere, il tasso di disoccupazione che scende, anche tra i giovani, i 600mila posti di lavoro in più di cui 450 mila con contratti a tempo indeterminato, sono insufficienti o, addirittura inesistenti agli occhi di chi ancora vive materialmente e sulla propria pelle i grandi problemi generati dalla crisi economica. Ma tutto ciò ha un valore anche simbolico e ci dimostra che questo non è un Paese senza speranze e senza prospettive, ci dimostra che si può lavorare per migliorare le cose, smettere di lamentarsi e assumersi la responsabilità delle riforme.

Sono tanti i provvedimenti importanti che sono diventati realtà su cui costruire il futuro, provvedimenti che hanno introdotto nuove politiche contro la povertà, politiche per le donne, per la famiglia, per la non autosufficienza, per la salute, per il Mezzogiorno con la legge Resto al Sud e le politiche di investimenti infrastrutturali promosse dal ministro Del Rio.

Immensi passi in avanti si sono avuti nell’ambito dei diritti civili, con l’approvazione delle Unioni Civili, del Testamento biologico; della legge sul Dopo di Noi, del nuovo reato di Tortura; i provvedimenti che riguardano il welfare come l’Ape Sociale, il reddito d’inclusione, la ricongiunzione gratuita della pensione, gli esodati.

Oggi la situazione politica nazionale ci pone davanti ad un bivio: o andiamo verso un’idea di apertura, di condivisione e cooperazione o verso pericolosi nazionalismi e populismi che incitano alla chiusura delle frontiere, all’abolizione dei trattati di libero scambio, alla costruzione di muri, metaforici o reali che siano. Il PD deve rivendicare la fatica della costruzione di scelte democratiche e di soluzioni concrete che sono ben altra cosa dei proclami retorici di altri partiti di destra. Sono convinta che si debba proseguire con quello che di buono è stato fatto in questi anni e che si debba mirare a correggere e migliorare gli errori del passato, con particolare rilievo ai rapporti con l’Europa, alle sfide sullo sviluppo sostenibile e soprattutto sul lavoro, che è il grande tema centrale da affrontare e da risolvere.

Commissione Scieri

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È stato un grande sacrificio ma anche un grande onore presiedere la Commissione d’inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri ed ottenere che la Procura di Pisa abbia riaperto le indagini dopo diciassette anni. Una battaglia iniziata nel maggio del 2014, quando presentai la proposta di legge per l’istituzione della Commissione, una battaglia portata avanti con tanta energia e dedizione. Non può essere tollerato che qualcuno possa morire in circostanze spaventose all’interno di presìdi dello Stato, nell’indifferenza, nella mancata assunzione di responsabilità. Sento il dovere di ringraziare in primis la signora Isabella e Francesco, madre e fratello maggiore di Emanuele. Spero che questa lunga attesa non sia stata vana e che finalmente si possano iscrivere i nomi dei responsabili di questo omicidio vergognoso. Un ringraziamento va anche agli amici di Lele e ai componenti del gruppo “Verità e Giustizia” perché grazie a loro, alla loro tenacia, alla loro costanza nella ricerca della verità è stato possibile riprendere l’attenzione su questo caso. La Commissione, intrecciando gli elementi acquisiti nel 1999 dalla magistratura con nuovi elementi d’indagine, acquisiti attraverso audizioni, consulenti, con l’ausilio della polizia postale e della polizia scientifica, ha fornito nuovi elementi sul clima generale che regnava all’epoca, in caserma; ha accertato che alla caserma Gamerra avvenivano gravi atti di violenza, non riconducibili a semplice goliardia; che i controlli in caserma erano blandi e che la zona dove è stato ritrovato Emanuele Scieri era isolata ma presidiata dagli anziani che la utilizzavano come spazio di rifugio e di svago. La relazione finale della Commissione – votata all’unanimità il 13 dicembre 2017 con l’esclusione di Fratelli d’Italia – ha reso pubblici solo alcuni documenti, secretando, per ragioni di opportunità, altri atti relativi alle indagini. Ho lavorato con determinazione nella ricerca della verità nella consapevolezza che le responsabilità penali sono individuali e nel pieno rispetto e considerazione nei confronti delle Forze Armate. Il Procuratore della Procura presso il Tribunale di Pisa ha chiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari di Pisa, l’autorizzazione alla riapertura delle indagini, dichiarando alla stampa in data 28 settembre 2017: «la Commissione parlamentare d’inchiesta ha svolto un lavoro molto serio, approfondito che certamente è meritevole di essere ripreso anche sotto il profilo giudiziari».

Commissione Giustizia

 Il diritto mi appassiona da tutta la vita, per questo appena eletta nel 2013, chiesi di far parte della Commissione giustizia della Camera. La mia attività si è svolta ad ampio raggio ma ha avuto quattro linee di intervento prioritarie:

1) lotta alla corruzione

2) lotta alle mafie e alla criminalità organizzata

3) razionalizzazione del sistema burocratico amministrativo della giustizia

4) adeguamento alla legislazione europea soprattutto sul tema dei diritti e dell’ambiente.

La commissione giustizia ha portato in aula 1/3 dei provvedimenti di tutta la legislatura, tra i quali alcuni di fondamentale importanza. Abbiamo mantenuto l’impegno e siamo passati dalla certezza dell’impunità alla certezza della sanzione penale con il nuovo reato di omicidio stradale; abbiamo promulgato la legge di contrasto al cyberbullismo e quella contro il femminicidio, che rappresenta un importante passo avanti in termini di educazione, repressione e prevenzione del fenomeno; abbiamo portato avanti la legge contro il caporalato e lo sfruttamento sul lavoro e la legge sugli eco reati che ha introdotto nel codice penale nuovi reati particolarmente gravi: disastro ambientale, inquinamento ambientale, impedimento al controllo ambientale, traffico e abbandono di materiali ad alta radioattività ed omessa bonifica. Una risposta positiva alle raccomandazioni dell’Ue che ci ha posto all’avanguardia in Europa con l’individuazione di nuovi delitti, l’inasprimento del quadro sanzionatorio e il raddoppio dei termini di prescrizione.

Voto di scambio politico mafioso

E che dire del contrasto al voto di scambio? Il reato di scambio elettorale politico-mafioso era già stato inserito con il cosiddetto art.416-ter, ma alcuni difetti strutturali lo avevano reso di fatto inefficace a reprimere il fenomeno della contiguità politico-mafiosa. Con la nuova legge, chi scende a patti con organizzazioni mafiose per farsi sostenere in una competizione elettorale viene punito non solo quando c’è stato scambio di denaro, ma anche a fronte di qualsiasi altra utilità come appalti, posti di lavoro, abusi edilizi, aggiustamenti di processi. Per il nuovo codice antimafia abbiamo lavorato sulla scia della legge che porta il nome di Pio la Torre: confisca dei beni di provenienza mafiosa, blocco dei conti derivanti dal riciclaggio del denaro sporco, sequestro dei patrimoni illeciti. Il provvedimento si muove su un doppio binario: da una parte presenta misure di contrasto sistematico alle organizzazioni criminali per colpirle nelle imprese illecite; dall’altra prevede misure economiche di sostegno alle imprese stesse affinché continuino la propria attività anche dopo la confisca o il sequestro. Solo così possiamo tutelare tutte le persone oneste che vi lavorano. In questi anni abbiamo combattuto l’illegalità economica con la reintroduzione del falso in bilancio, con la creazione dell’Agenzia Nazionale Anti Corruzione affidata al presidente Cantone (ANAC) e con l’incremento delle misure contro l’evasione fiscale. Infine abbiamo deciso di punire severamente l’auto riciclaggio. Il lavaggio in proprio di denaro sporco è infatti un crimine che inquina fortemente il sistema produttivo del paese. E’ uno di quei casi in cui Europa, Onu e Fondo Mondiale Internazionale ci chiedevano di metterci in regola e così è stato fatto.

Contro la tortura

A trentatré anni dalla Convenzione ONU del 1984 contro la tortura, finalmente il reato di tortura fa parte del nostro codice penale. La legge che abbiamo fortemente voluto ha colmato un vuoto legislativo e compiuto un atto di civiltà. A tutte le vittime che hanno subìto un crimine gravissimo, senza vedere i colpevoli assicurati alla giustizia, possiamo dire che non accadrà più. Pensiamo al caso Cucchi e a tanti altri casi che hanno attraversato le cronache di questi anni.

 Responsabilità civile dei magistrati

Ci siamo occupati anche di errori giudiziari con nuove norme sulla responsabilità civile dei magistrati: una riforma nell’interesse dei cittadini ma non contro i giudici. Adesso la legge adegua l’ordinamento italiano alle indicazioni della Corte di giustizia dell’Unione europea, garantendo i magistrati attraverso la responsabilità indiretta: è lo Stato che risarcisce direttamente la vittima potendo solo in seconda battuta rifarsi sul magistrato.

Denuncia della corruzione e del malaffare

Con l’approvazione della legge che tutela chi segnala illeciti o corruzione nella Pubblica amministrazione, il cosiddetto whistleblowing, nessun dipendente pubblico potrà subire ingiuste conseguenze a causa delle sue fondate denunce. Il testo approvato con un ampio consenso è un reale strumento di lotta alla corruzione e si inserisce nel lavoro svolto in questa legislatura per far crescere la legalità nel nostro Paese.

 Giunta per le autorizzazioni a procedere

 Come in ogni ambito umano, anche il parlamento è fatto di persone per bene, di politici onesti, di lavoratori scrupolosi così come di corrotti, di personaggi più interessati ai propri benefici che a quelli del Paese, di chi dichiara una cosa ma ne mette in pratica un’altra. La Giunta per le autorizzazioni è un organo della Camera composto da 21 deputati che ha il compito di valutare la legittimità della richiesta di arresto. I due casi più eclatanti della legislatura sono stati quelli dei deputati Galan e Genovese. In entrambi i casì ho votato sì all’arresto perché la legge è uguale per tutti.

 Impegno nel territorio

Nel corso della legislatura ho sempre cercato di portare avanti le istanze del territorio come dimostra la produzione di atti parlamentari che ho presentato alla Camera, rinvenibili sul Web su Open Polis al nome Amoddio Sofia, che invito a consultare. Mi sono occupata della riforma della Scuola che tante polemiche ha suscitato, molte immotivate. Tra i difetti inevitabili di un provvedimento che mirava a mettere ordine al caos che ha governato la scuola per oltre un ventennio, la riforma ha avuto il grande pregio di assumere a tempo indeterminato migliaia di insegnati che adesso, dopo anni di precariato hanno un lavoro fisso. In quel periodo, prima che la riforma venisse votata, sono stata in contatto con i sindacati di categoria e con le associazioni dei professori, con loro ho definito la presentazione di diversi emendamenti alla legge e la presentazione di numerose interrogazioni che riguardavano non solo gli insegnanti ma anche il personale Ata, le graduatorie, la continuità didattica, i fondi da assegnare alle scuole del nostro territorio e la ridefinizione dei corsi serali per adulti anche nelle carceri.

Ambiente e bonifiche

Dal primo giorno d’insediamento alla Camera dei Deputati nel 2013 ho considerato la lotta per le bonifiche, contro i miasmi e per la salvaguardia dell’ambiente, come uno degli argomenti principali del mio mandato politico. L’ho fatto senza guardare alle bandiere di partito, puntando il dito contro chi ha avuto responsabilità sulla situazione ambientale che viviamo tutti giorni. Il sequestro preventivo operato dalla Procura di Siracusa, con un’indagine iniziata nel 2013 a seguito dell’esposto presentato da me insieme a centinaia di cittadini di Siracusa, ha rappresentato il segnale che molti aspettavano da tempo. Quella dell’inquinamento e delle bonifiche è una questione complicata che negli anni è sempre stata affrontata sotto il ricatto occupazionale. L’ambiente e la salute dei cittadini non possono più essere considerate merci di scambio. Con questo paradigma abbiamo approvato la nuova legge sugli eco reati, introducendo nel codice penale nuovi reati particolarmente gravi: disastro ambientale, inquinamento ambientale, impedimento al controllo ambientale, traffico e abbandono di materiali ad alta radioattività e omessa bonifica. E’ stata una risposta positiva alle raccomandazioni dell’Ue che ci ha posto all’avanguardia in Europa con l’individuazione di nuovi delitti, l’inasprimento del quadro sanzionatorio e il raddoppio dei termini di prescrizione. Abbiamo introdotto una speciale aggravante legata ai reati commessi dalla criminalità organizzata che ha l’obiettivo di colpire le cosiddette ecomafie. Nel mio mandato parlamentare ho portato avanti con grande determinazione le questioni concernenti i gravi ritardi delle bonifiche delle aree pubbliche (rada di Augusta – discariche – e altro), gli episodi gravissimi di inquinamento atmosferico proveniente dalle emissioni dell’area industriale, i ritardi dell’amministrazione regionale per l’approvazione del piano regionale della qualità dell’aria e le gravi vicende penali per reati ambientali che hanno coinvolto i massimi vertici della SAI8 ex gestore del servizio idrico integrato della provincia di Siracusa. Nel corso degli ultimi due anni sono stati presentati innanzi alla Procura della Repubblica di Siracusa molteplici esposti, di comitati cittadini, di associazioni ambientaliste di amministrazioni comunali, di parroci ed esponenti della Chiesa, tutti aventi ad oggetto fatti di inquinamento atmosferico di rilevante entità. Da anni è oramai accresciuta la sensibilità della cittadinanza sul tema dei rischi sanitari e soprattutto sull’incidenza dell’inquinamento sulla salute della popolazione residente. Io ho sentito l’obbligo morale e politico di far sentire la mia presenza mettendomi a disposizione di chi ha richiesto il mio intervento e di lavorare in Parlamento per garantire la tutela della salute e del territorio attraverso interrogazioni e interpellanze tutte consultabili su Open Polis.

La bonifica dell’area industriale di Priolo Augusta ha rappresentato, ci tengo a ribadirlo, un tema cardine della mia attività parlamentare. Al di là della mera sottoscrizione degli accordi di programma, allo stato la progettazione e l’esecuzione della bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Priolo è ben lungi dall’essere stata avviata per quanto di competenza delle amministrazioni pubbliche. Dei circa settecento milioni di euro stanziati per il progetto ad oggi sono stati spesi solo tre milioni per la fase progettuale. Nella mia prima interrogazione datata luglio 2013 chiedevo al Ministero conto e ragione di queste perdite di tempo e lo spronavo a costituire un tavolo permanente tra ministeri, regioni ed istituzioni locali.

Sempre nel 2013 presentai un’interrogazione che faceva riferimento alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (sentenza del 9 marzo 2010 causa C-378/08, punto 56) ripresa poi dal Tar Catania, nella quale si definiva il principio secondo cui, in casi di inquinamento ambientale a carattere diffuso, lo Stato può prevedere che l’autorità competente abbia facoltà di imporre misure di riparazione del danno ambientale presumendo l’esistenza di un nesso di causalità tra l’inquinamento accertato e le attività del singolo o dei diversi operatori e ciò in base alla vicinanza degli impianti di questi ultimi con il menzionato inquinamento. In parole povere chiedevo al Ministero di intervenire, sanzionare ed accertare la riconducibilità delle sorgenti inquinanti alle attività industriali presenti nel sito.

Gds 5 dicembre

Nel 2014 mi sono battuta affinché il Ministero dell’Ambiente permettesse la partecipazione del Comune di Siracusa al tavolo dove viene vengono discusse le autorizzazioni integrali ambientali (AIA) da concedere alle ditte operanti nel territorio della zona industriale. E’ stata una battaglia condotta in sinergia con Comune di Siracusa per affermare un diritto negato. Dopo anni di immobilismo e grazie al lavoro che portato avanti insieme all’assessore Pierpaolo Coppa, abbiamo raggiunto il risultato. La partecipazione al tavolo delle AIA ha permesso al Comune di Siracusa di introdurre importanti prescrizioni ambientali. Per troppo tempo ci siamo dimenticati che il diritto alla salute è un diritto costituzionalmente garantito.

La tecnologia ha fatto dei passi da gigante negli ultimi anni ed oggi è possibile avere un’industria pulita ma è necessario che le istituzioni operino con efficacia ed efficienza sia nella programmazione che nel controllo. La Sicilia ad esempio è sostanzialmente priva del piano di risanamento della qualità dell’aria, perché non ha attivato il piano di monitoraggio regionale. Su questi temi sono stato l’unica a chiedere al governo nazionale di applicare i poteri sostitutivi previsti dalla legge per esautorare la Regione Sicilia a fronte delle sue inadempienze.

Una battaglia lunga ed estenuante che non è finita e il cui obiettivo non è quello della chiusura degli stabilimenti ma di una riqualificazione industriale, di bonifiche e di nuovi progetti di sviluppo.

È compito della politica lottare e non arrendersi, per nessun motivo, anzi, dobbiamo pretendere che venga portato a termine l’accordo di programma del 2008 tra Governo, Regione, Comuni ed enti territoriali che stanziava – ancora inutilizzati – poco meno di 800 milioni di euro per le bonifiche del SIN e dobbiamo fare in modo che venga recepita la sentenza della Corte di giustizia Europea.

Discariche e rifiuti

Mi sono occupata di emergenza rifiuti in Sicilia ma anche della situazione delle discariche Armicci di Lentini e Cisma di Melilli e del polverino Ilva che lì veniva stoccato. Proprio all’indomani dell’inchiesta giudiziaria che mise i sigilli alla discarica di Melilli, ho richiesto ed ho ottenuto l’intervento nella provincia di Siracusa della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie.

Sanità

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In ambito sanitario ho chiesto chiarezza sui terribili casi di malasanità che hanno evidenziato le lacune del sistema sanitario regionale e siracusano. Mi sono battuta per le centinaia di giudizi innanzi all’autorità giudiziaria aventi ad oggetto i risarcimenti del danno alla salute derivato dal contagio del virus dell’HCV o HIV post-trasfusionale. Ora questi cittadini sono stati risarciti dallo Stato. Mi sono occupata di malattie rare e del loro inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). I Lea sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di ticket. Questo aggiornamento era atteso da quindici anni e garantirà cure uniformi e gratuite su tutto il territorio nazionale per oltre centro malattie rare. In particolare, facendo sponda alle richieste dell’associazione SOS Linfedema, ho portato avanti la battaglia affinché il linfedema fosse inserita tra le malattie rare grazie. Con l’associazione ho fatto un percorso umano straordinario e raggiunto un traguardo storico. Dopo anni di attese e di delusioni, petizioni in rete e campagne di informazione, nel settembre 2016, la Conferenza Stato – Regioni ha firmato l’accordo sulle linee d’indirizzo su questa terribile malattia e sulle altre patologie correlate al sistema linfatico. Finalmente perché queste persone aspettavano dal 2007. Per me è stata una grande soddisfazione raggiungere questo risultato, riconosciuto anche dall’International Lymphoedema Framework che nel 2017 ha organizzato proprio a Siracusa il suo convegno annuale internazionale.

INDA

Sul fronte della cultura ho portato avanti le istanze dell’INDA, per i festeggiamenti del suo centenario (2014) e per il nuovo statuto dell’Istituto che conferisce la presidenza dell’Istituto al sindaco della città capoluogo.

Terremoto e Agricoltura

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Ho affrontato la questione dei fondi stanziati per il terremoto del ’90 e dei finanziamenti per la costruzione di una nuova caserma per i vigili del fuoco di Augusta e quella relativa alla nostra agricoltura sia attraverso la richiesta dello stato di calamità all’indomani della bufera del 31 dicembre 2014 che distrusse raccolti e infrastrutture delle aziende agricole della nostra provincia, sia in merito alla crisi indotta dalla concorrenza sleale ad uno dei nostri prodotti cardine: il pomodoro di Pachino. La grande distribuzione e le importazioni dai Paesi del nord Africa (Marocco e Tunisia) e dalla Turchia hanno saturato il mercato e abbattuto i prezzi. A questo si somma la concorrenza sleale delle produzioni dei Paesi esteri che, non vincolate dalle rigide norme europee sulla produzione e sulla qualità del prodotto, sono più aggressive sul mercato perché possono contare su un milione e mezzo di lavoratori minori, su un salario medio di 5 euro e sull’utilizzo di prodotti fitosanitari che in Europa non sono più consentiti da 15 anni. Dopo innumerevoli incontri al ministero dell’agricoltura, ho organizzato alla camera, una conferenza stampa incentrata sulla crisi agrumicola e sulle proposte di contrasto. Fu un momento di confronto con esponenti della grande distribuzione e con le organizzazioni di produttori, sulle tematiche per il rilancio del settore e sulla promozione delle arance siciliane.

Carceri

Per forma mentis e per via della professione che svolgo, conosco la situazione in cui versano le carceri italiane e quelle della provincia di Siracusa. Per questo ho lavorato per portare avanti le richieste della polizia penitenziaria, troppo spesso sottodimensionata e alle prese con turni di lavoro massacranti, ma anche per garantire ai detenuti una detenzione umana. Sempre in ambito di giustizia ho affrontato le problematiche relative alla procura di Siracusa, alla distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, al Tribunale e alla carenza di personale amministrativo che non fa altro che penalizzare i cittadini e concorre ad allungare i tempi della giustizia italiana.

Versalis

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Ho scongiurato insieme ad altri parlamentari la vendita di Versalis. Anche nella nostra provincia c’è stata nella nostra provincia l’agitazione degli operai alla notizia della mancata ricapitalizzazione e della possibile vendita della società Versalis ad un fondo d’investimento americano che non dava garanzie certe su investimenti e politiche del lavoro. In quei giorni ho incontrato più volte il Ministro dello sviluppo economico portando avanti le istanze del sindacato e dei lavoratori. Alla fine, Versalis ha preferito non vendere.

Tariffe catastali di Francofonte

Mi sono occupata di un episodio di lentezza burocratica esasperante, una di quelle cose che allontanano i cittadini dallo Stato e lo fanno percepire come un nemico che opera in maniera scorretta. Mi riferisco alle tariffe d’estimo del Comune di Francofonte i cui cittadini pagano estimi sperequati e doppi rispetto a quelli degli altri comuni. Tutto per la mancanza di una commissione censuaria che oggi, grazie al mio interesse si è formata e deve mettere fine alla beffa delle tariffe maggiorate.

 

Comune di Carlentini

Sono intervenuta a soccorso del comune di Carlentini che per un disguido burocratico aveva perso un finanziamento di ben 5 milioni di euro. Un mio emendamento nella legge finanziaria del 2015 ha permesso il recupero della somma.

Migrazioni

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Un altro argomento che ho seguito incessantemente è stato quello dello sbarco e dell’accoglienza dei migranti nella nostra provincia. Le immagini di guerra e di distruzione che arrivano dalla Siria e dai paesi africani ci impongono di fare qualcosa e di aiutare chi scappa dalla guerra.La paura del terrorismo per quanto possa essere motivata non può e non deve distrarci dagli obblighi etici e morali che abbiamo verso chi vive in condizioni disumane. In questi anni ho chiesto a gran voce al ministro dell’interno di intervenire per rendere più accettabile, sia per i migranti che per gli operatori sanitari, civili e militari, la situazione degli sbarchi ad Augusta ed il collocamento dei migranti in strutture adeguate. Ho personalmente svolto delle ispezioni al Centro Umberto I di Siracusa e allo Sprar di Contrada Spalla rendendomi conto in prima persona della reale situazione in cui erano costretti i migranti. Ho chiesto al Ministro di intervenire con controlli mirati perché i servizi che i gestori dei centri fornivano non erano nemmeno lontanamente paragonabili alle convenzioni firmate. Lo sprar di Contrada Spalla fu chiuso poco dopo.

Minori non accompagnati

Un altro aspetto è quello della gestione dei minori non accompagnati il cui carico economico è tutto sulle spalle comuni non accompagnati che è per i Comuni dove avvengono gli sbarchi ed è economicamente insostenibile. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali copre solo una parte delle spese affrontate dal comune per il soggiorno dei minori e sempre in data successiva; sui comuni pertanto grava un pesante onere. Ho sempre ritenuto profondamente iniquo addossare l’onere di sostenimento dei minori non accompagnati ad un ente locale, anziché all’intera collettività nazionale. Il tema dell’immigrazione è di competenza delle istituzioni nazionali e quello dei minori immigrati non accompagnati non può non competere all’intero Paese. In questi anni i flussi migratori sono aumentati ed il dramma dei minori stranieri non accompagnati è cresciuto con esso. La Sicilia da sola ospita il 38 per cento di tutti i minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio italiano, con evidenti difficoltà e problematiche nell’accoglienza e nella gestione. Nella provincia di Siracusa, secondo i dati forniti dall’associazione AccogliRete onlus e dal garante per l’infanzia del comune di Siracusa, il sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati sarebbe al collasso. Le strutture esistenti sono piene e non possono accogliere i nuovi arrivi, molti minori vengono sistemati nei Cas, centri di accoglienza straordinaria per adulti dove non sono seguiti e non possono intraprendere percorsi di scolarizzazione e regolarizzazione. In situazioni di questo tipo, molti di loro scappano senza lasciare più traccia. Secondo diverse questure siciliane ed i rapporti di Save the Children in, altissime percentuali i minori stranieri sarebbero finiti nella rete della prostituzione e del lavoro nero. In questi cinque anni sono stata sempre a disposizione dei cittadini della provincia. Tutti coloro che mi hanno contattato per segnalarmi un’esigenza del territorio, un diritto negato, un problema legato alla lentezza della burocrazia, un bisogno urgente e irrisolto, hanno trovato la mia attenzione e il mio impegno al di là del colore politico di chi me lo chiedeva.

Ringrazio gli amici che hanno creduto in me e le miglia di persone incontrate, chi mi ha criticato, chi mi ha incitato a non scoraggiarmi, perché la politica è il servizio più elevato che ognuno di noi può rendere a questo paese.

Sofia Amoddio

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