Sovrintendenza Siracusa

La vicenda del procedimento di revoca della dott.ssa Beatrice Basile manifesta ancora una volta un problema culturale della politica. Con la c.d. riforma Bassanini si è tentato di introdurre il principio di tenere separati il potere politico dal potere gestionale, ma dopo oltre un decennio la politica, soprattutto in Sicilia, non ha ancora compreso.
Le nomine o le revoche dei Soprintendenti non dovrebbero assumere alcuna valenza politica, in quanto ricadono nell’attività gestionale, tuttavia le anomalie procedimentali, la cadenza temporale degli atti adottati ed i provvedimenti dei Tribunali del Lavoro, manifestano distorsioni del sistema che non possono lasciare indifferente chi svolge un’attività politica. 
È comprensibile che la designazione di un nuovo assessore regionale conduca alla nomina di un direttore regionale che goda del rapporto fiduciario con chi ha la responsabilità del ruolo politico, ma non è comprensibile, al di là degli schieramenti politici, che ad ogni designazione di un nuovo assessore venga modificata l’organizzazione e l’assetto dirigenziale degli apparati amministrativi che hanno compiti esecutivi di applicare la legge. 
Al di là della stima che ho nei confronti della dott.ssa Basile, stima che rimane un fatto personale e non politico, delle due l’una, o la dott.ssa Basile non ha svolto il suo compito amministrativo conformemente ai doveri che le impone la legge e non credo che ciò sia avvenuto, o altrimenti non si comprende per quale ragione debba essere sostituita a meno di un anno dalla sua nomina. 
Non è accettabile che la politica, di qualunque schieramento, interferisca e condizioni l’attività di chi deve applicare la legge senza vestire abiti politici. Il Soprintendente ha un ruolo e funzioni che sono a presidio di Beni costituzionalmente tutelati e che non hanno colore politico. L’inestimabile patrimonio culturale ed ambientale della nostra provincia deve essere tutelato sempre e comunque e con ogni strumento di legge, prescindendo dalle persone che nel tempo sono preposte alla tutela. 
L’Assessore Regionale Furnari ha precisato in un comunicato stampa che la responsabilità degli atti adottati nella questione soprintendenze è del Direttore Generale e che l’Assessore non ha alcuna competenza, ma se questo è vero, è altrettanto vero che l’Assessore ha la responsabilità dell’indirizzo politico-amministrativo e di verificare la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. E se la normativa anticorruzione orienta a procedere alla rotazione di personale dirigenziale é anche vero che questo non può accadere dopo meno di un anno dalla nomina della Basile. Auspico che l’assessore regionale verifichi nella forma e nella sostanza se gli atti adottati dal direttore generale, che dall’esterno appaiono anomali per modalità e tempi, siano conformi ai principi di trasparenza ed imparzialità che sono a presidio dell’agire politico ed amministrativo e soprattutto vadano nella direzione della tutela del patrimonio culturale ed ambientale del nostro territorio. Anche il Presidente Crocetta dovrebbe attenzionare che la politica non travalichi i ruoli.

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